LA RICERCA

Valori e obiettivi

I dati sanitari ed epidemiologici di fonti accreditate quali l'ISTAT, l’Osservatorio Epidemiologico Regionale pugliese e il Registro dei Tumori ASL mostrano l'aumento crescente del numero di neoplasie negli ultimi anni e indicano la provincia di Lecce come l’area a più alta incidenza e mortalità per cancro in Puglia nel periodo 2000-2011. Dato che è ormai acquisito che molti casi di cancro sono dovuti alla presenza nell’ambiente, inteso in senso lato, di fattori di rischio oncologico, è evidente come in questi ultimi decenni nella provincia di Lecce debbano essersi verificate significative modificazioni nell’ambiente tali da spiegare un simile incremento, che, in alcuni casi, supera il dato nazionale. Tutto questo determina la necessità di effettuare un monitoraggio ambientale preventivo e predittivo sulle aree in questione al fine di:

  • valutare la biodisponibilità nel suolo di eventuali contaminanti e del collegato rischio genotossico per la salute umana in aree interessate da diverse tipologie di attività industriali e da agricoltura intensiva mediante l’utilizzo integrato di bioassay e biomarker in organismi sentinella
  • identificare aree a rischio in modo da poter effettuare controlli mirati sulla popolazione residente in tali aree
  • fornire una mappatura delle aree a rischio
  • valutare la relazione esistente tra aree a rischio e aumento delle patologie tumorali
  • rappresentare su cartografia la mappatura delle aree di rischio e le relazioni tra aree a rischio, contaminanti del suolo, tipologia e incidenza delle patologie tumorali, in modo da supportare la realizzazione dei controlli mirati sulla popolazione residente in tali aree (screening precoce).

Strategia di ricerca

    La ricerca si articolerà in:
  • 1. Consultazione dei database esistenti per l'individuazione delle aree a rischio;
  • 2. Campionamenti sui suoli, individuati tenendo conto dei dati provenienti dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Registro Tumori Asl in quanto aree identificate come cluster per specifiche neoplasie vs. aree non cluster al fine di determinare la presenza di eventuali contaminanti (diossine, PCBs, metalli pesanti quali Nichel, Cadmio, Mercurio, Berillio, Zinco, Piombo, Arsenico), nonché per eseguire analisi di bioassay e biomarker in organismi sentinella, atti a determinare i livelli di genotossicità del suolo delle aree a maggior incidenza di neoplasie in confronto ad aree a minore incidenza;
  • 3. Elaborazione dei dati ottenuti dagli esperimenti di laboratorio, confrontati e georeferenziati con i database esistenti riguardanti l’incidenza e la prevalenza dei tumori nelle popolazioni residenti nelle aree a maggiore incidenza vs. aree a minore incidenza.
  • 4. Mappatura delle aree a maggior rischio;
  • 5. Sviluppo del sistema software di supporto alle decisioni (DSS) per la fruizione ottimale dei dati complessivi della ricerca.
    I risultati attesi permetteranno di:
  • 1) valutare la tossicità e la genotossicità della frazione biodisponibile di contaminanti presenti nei suoli analizzati e di identificare le aree a rischio;
  • 2) creare le mappe di tossicità e di genotossicità delle aree a rischio riportanti la correlazione tra la tossicità dei suoli delle aree a rischio e l’incidenza dei tumori delle popolazioni residenti in tali aree;
  • 3) disporre di un database completo circa i livelli di tossicità e della genotossicità delle aree a rischio, nonché delle incidenze e delle prevalenze dei tumori riscontrati nelle popolazioni residenti in tali aree.
L’integrazione di metodi di analisi e di prognosi ambientali fornirà alla LILT gli strumenti necessari per poter effettuare programmi di indagini di identificazione e di pre-screening di aree soggette a rischio. Tale trasferimento avrà un impatto molto alto sull’avanzamento tecnologico e innovativo della LILT in quanto fornirà le basi per creare corsi di formazione e tecnici specializzati. Il progetto consente di disporre di strumenti di analisi ambientale rapidi, di facile utilizzo e a basso costo per lo screening della presenza di sostanze biodisponibili ad attività genotossica nel terreno da correlare, in maniera spazialmente esplicita, con l’incidenza di patologie tumorali nelle aree di interesse. Questo consentirà anche alle autorità pubbliche coinvolte come la ASL Lecce di realizzare attività di prevenzione mirata che potrà portare nel medio e lungo termine a un abbattimento dei costi della spesa sanitaria.

Scopo dell’indagine

Verificare, in determinate aree geografiche del Salento (32 Comuni), l'eventuale corrispondenza tra il tasso di mortalità per le patologie tumorali e l'inquinamento/la genotossicità dei suoli. Ciò al fine di pianificare ulteriori studi di correlazione tra causa ed effetto delle neoplasie.

Aree interessate

Dai dati epidemiologici (alto/intermedio/basso tasso di mortalità per cancro) e secondo un criterio di opportunità geografica sono state individuate 9 aree della provincia di Lecce. Ogni area è composta da un numero variabile di Comuni la cui estensione complessiva viene misurata in Kmq (v. tabella sottostante); in ciascuna area verrà effettuato un numero di campionamenti tale da garantire la rappresentatività statistica.

Area Comuni superficie Kmq Numero campionamenti

I

Zollino
Caprarica di Lecce
Calimera
Martignano
Castrì
 
9
10
11
6
12
Totale 48

7

II

Sannicola
Tuglie
 
27
8
Totale 35

6

III

Sogliano
Cutrofiano
Melpignano
Maglie
Galatina
 
5
55
10
22
81
Totale 173

13

IV

Giuggianello
Minervino
Sanarica
Nociglia
Botrugno
 
10
17
12
10
9
Totale 58

8

V

Diso
Santa Cesarea Terme
Ortelle
 
11
26
9
Totale 46

7

VI

Morciano
Patù
Salve
Castrignano del Capo
Gagliano del Capo
 
13
8
32
20
16
Totale 89

9

VII

Novoli
Campi Salentina
Squinzano
 
17
45
29
Totale 91

10

VIII

Porto Cesareo
Leverano
 
35
48
Totale 83

9

IX

Miggiano
Montesano Salentino
 
7
8
Totale 15

4

Parametri Chimici da ricercare

Su tutti i campioni prelevati saranno ricercate le caratteristiche pedologiche fondamentali dei terreni (tessitura, pH, Carbonio organico, rH), i metalli pesanti e gli IPA ( idrocarburi policiclici aromatici), così come sarà eseguita la ricerca con tecnica multiresiduale per i pesticidi (insetticidi, fungicidi). Inoltre, per ogni area, verrà prelevato un singolo campione sul quale si determineranno le diossine (PCDD, PCDF e PCB) . Infine su tutti i campioni prelevati saranno eseguite le valutazioni di genotossicità, con valutazione delle metallotionine, acetilcolinesterasi, test del micronucleo e valutazioni della mortalità e riproduttività sugli organismi sentinella (lombrichi, Eisenia andrei).

Criteri per la scelta dei siti di campionamento

Dopo preliminare indagine per acquisire – di ogni Comune – le caratteristiche geomorfologico-ambientali e i dati storici (tipologia di insediamenti industriali, presenza di discariche autorizzate, modalità di smaltimento dei rifiuti negli anni), si procederà secondo il protocollo stabilito:

  • 1. Le zone di campionamento saranno individuate, preferibilmente, presso parchi, giardini di ville storiche, antichi casali e zone verdi al fine di evitare prelievi in aree comunque esposte a interferenze e a rimaneggiamenti vari.
  • 2. Il numero di campioni elementari, per ciascuna area, sarà quello riportato nella tabella di cui sopra.
  • 3. Elaborazione dei dati ottenuti dagli esperimenti di laboratorio, confrontati e georeferenziati con i database esistenti riguardanti l’incidenza e la prevalenza dei tumori nelle popolazioni residenti nelle aree a maggiore incidenza vs. aree a minore incidenza.
  • 4. Il punto di prelievo, per ciascun Comune, terrà conto per quanto possibile della prossimità di campionamento del Comune confinante, della posizione geografica degli insediamenti produttivi e della direzione dei venti predominanti rispetto alla planimetria dell’abitato.
  • 5. Tutti i prelievi verranno effettuati con carotatrice cosi come indicato dalla letteratura.
  • 6. Ciascun campione, appena prelevato, verrà inserito nell’apposito vasetto di vetro, sarà etichettato indicando l’area di riferimento della ricerca, il Comune e le coordinate geografiche, e poi sarà riposto in sacco di polietilene nero.
  • 7. Ogni ostacolo incontrato sarà riportato così come l'indicazione della profondità del prelievo.

Tecnici preposti al campionamento

I campionamenti saranno effettuati da un team di tecnici composto dal dott. Antonio Giangreco, dagli Ispettori ASL LE sigg. Gianni Colucci e Angelo Portaluri, e dal dott. Antonio Calisi.